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Il bicentenario di Charles Darwin
In occasione del bicentenario della nascita di Charles Darwin la rivista mette online una serie di articoli già pubblicati e dedicati al grande naturalista e all'influsso della sua teoria in molti ambiti disciplinari. Il materiale pur essendo a libero accesso è coperto da copyright per cui se ne consente l'uso per esclusivo scopo personale. Il materiale lo si trova in coda alla breve introduzione che segue.
Quasi un secolo prima che Theodosius Dobzhansky sintetizzasse il punto di vista della biologia scientifica sull'importanza dell'opera di Charles Darwin, affermando che «nulla ha senso in biologia se non alla luce dell'evoluzione», qualcuno che non aveva nulla a che fare con la biologia ma che capiva molto di scienza era giunto alla stessa conclusione. Ludwig Boltzmann, fondatore della meccanica statistica, scriveva negli anni intorno al 1900 che l'Ottocento non sarebbe stato ricordato né per la rivoluzione industriale né per i progressi della fisica, ma piuttosto sarebbe stato considerato «il secolo della visione meccanicistica della natura, il secolo di Darwin». Boltzmann sostenne altresì che Darwin aveva salvato la filosofia, fornendo «una spiegazione scientifica delle origini e dell'evoluzione delle leggi del pensiero». L'importanza di Darwin per la storia della scienza e della cultura umana è largamente testimoniata dal fatto che intorno alla sua opera e all'evoluzione della sua teoria si è sviluppata un'autentica «industria». Che continua per esempio a ragionare, sulla base della documentazione che ha lasciato, in che modo egli arrivò a concepire l'ipotesi che la selezione naturale costituisca il meccanismo che diversifica le specie e le rende adattate all'ambiente (Eldredge e coniugi Grant). L'indagine storica sulle fasi che hanno caratterizzato l'integrazione e quindi il potenziamento della teoria di Darwin con le scoperte della genetica, formale e molecolare, e dell'embriologia, si accompagna spesso all'attesa che la sintesi neodarwiniana venga in qualche modo superata da un'ulteriore sintesi (Vecchi). Ma soprattutto si confronta con la necessità di praticare una costante manutenzione degli ingranaggi concettuali e delle dinamiche teoriche da cui scaturiscono le spiegazioni scientifiche dei fenomeni biologici. Infatti, i detrattori del darwinismo, motivati dalle più diverse aspirazioni, cercano costantemente di sottrarre forza alla teoria darwiniana, magari strumentalizzando o manipolando i fatti. Come nel caso recente che ha visto l'improbabile tentativo di ridimensionare il significato del melanismo industriale di Biston betularia per la teoria dell'evoluzione (Majerus). I fenomeni di mimetismo e alcune apparenti manifestazioni cromatiche della natura sono costantemente all'attenzione per mettere alla prova la capacità della spiegazione evoluzionistica di trovare spiegazioni che evitino le trappole del finalismo (Chittka). Rimane il fatto che i pregiudizi contro il darwinismo sono solidamente radicati nel senso comune, non meno che in alcune forme filosoficamente o metafisicamente sofisticate del senso comune. Le scoperte di nuovi fossili antichi, così come lo studio del Dna antico, stanno disegnando mappe congruenti dell'evoluzione di diverse specie, tra cui quella umana. E, per quanto riguarda l'uomo, gli studi antropologici possono oggi utilizzare diversi strumenti e soprattutto far riferimento a una cornice meno lineare per spiegare l'evoluzione dei comportamenti complessi e della cultura. Nei prossimi anni ci si possono aspettare sviluppi importanti dall'incontro tra gli approcci ispirati dalla psicologia evoluzionistica con le ricerche neurobiologiche, volte a mappare nelle strutture del cervello le attività fisiologiche implicate nelle diverse funzioni cognitive. Nella misura in cui le ipotesi sull'origine di tratti apparentemente privi di una funzionalità per la sopravvivenza o in termini di vantaggio riproduttivo, come per esempio il senso estetico, potranno essere messe in relazione con una comprensione delle tappe evolutive che hanno prodotto l'emergere dell'anatomia funzionale del cervello, si potranno meglio selezionare le spiegazioni funzionali che hanno un senso da quelle che non ce l'hanno. Uno dei temi più affascinanti sarà capire a fondo i vantaggio che l'invenzione dell'adolescenza, e in modo particolare il fatto che in questa fase si realizza il massimo sviluppo della corteccia frontale e delle connettività implicate nel pensiero astratto e nella costruzione del senso di autonomia individuale, ha rappresentato per l'evoluzione delle capacità di sviluppare un pensiero scientifico e delle società liberali. La teoria dell'evoluzione è oggi anche parte integrante anche della medicina, in modo particolare per quanto riguarda il conflitto con i microrganismi patogeni. Le dinamiche trasformative che consentono ai virus di eludere le risposte immunitarie e di attrezzarsi per passare da una specie all'altra, o che permettono ai batteri di sviluppare la resistenza agli antibiotici, sono tipicamente darwiniane. Ogni numero di questa rivista, da quando esiste, ha proposto articoli o notizie che proponevano dei casi emblematici di manifestazioni dei processi evolutivi. Nel fare un provvisorio bilancio, ci rendiamo conto che non abbiamo ancora parlato di una quantità sterminata di fatti, argomenti e di problemi. E, forse, questa è la più concreta testimonianza della vitalità e inesauribile produttività scientifica degli studi evoluzionistici. (g. co.) P. Grant, R. Grant, L'evoluzione imprevedibile dei fringuelli di Darwin Gabriele Gentile, L'iguana rosa delle isole Galapagos Niles Eldredge, Così è nata l'idea che ha cambiato il mondo G. Biondi, O. Rickards, Il genoma di scimpanzé parla dell'uomo Gabriele Fedrigo, Le intuizioni di Darwin sulla bellezza incarnata Clive Wynne, L'errore di Darwin e le scimmie parlanti Andrea C. Ciani, Darwin e il paradosso dei geni omosex Tabhita M. Powledge, Il piccoli uomini di Flores sfidano l'antropologia Andrea Rinaldi, In viaggio con pylori L. Chittka, D. Osorio, Il mistero irrisolto dei sosia imperfetti Davide Vecchi, Lo stato di salute della Sintesi Moderna John Whitfield, Il gioco dei sessi accende l'evoluzione Michael Majerus, L'evoluzione nero su bianco L. Chittka, T. Doring, Perché l'autunno si colora di fuoco
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